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martedì 5 luglio 2016

PERTURBAZIONE AZZURRA

(Di Manuel Fantoni)

Tanto è stato detto e scritto su questa nazionale, prima dopo e durante, dal 10 ingiusto a Thiago Motta (ma de che stamo a parlà?), alla mancata convocazione di Pavoletti, salvo poi ricrederci su Eder e scoprire che non sempre l’attaccante per giocare bene deve segnare, fino a Zaza e soprattutto Pellè esaltati fino ai calci di rigore. È stato un europeo anche di sorprese dall’Islanda fino agli azzurri accolti con applausi dai tifosi italiani, nonostante un’eliminazione bruciante ai quarti, segno dei tempi che cambiano, qualche anno fa a raccontarlo non ci avremmo creduto visti i precedenti. 
Il futuro della nazionale c’è chi lo vede tutto nero, altri bianco, forse la verità sta nel mezzo, è vero Buffon e la BCC sono stati fondamentali, ma è anche vero che ci sono stati importanti segnali dai giovani, De Sciglio su tutti. Non è vero che non c’è materiale umano buono bisogna solo avere la pazienza e la capacità di lavorarci su, buona fortuna e lavoro a Ventura.
Si arriva quindi ad Antonio Conte, non era facile arrivare fino qui, probabilmente non era l’anno per vincere l’europeo, lo dimostrano i tanti infortuni importanti, i rigori dove la dea bendata ha fatto la differenza. Il CT ha puntato tutto su le qualità dove eccelle di più il carisma e la leadership, giusto così. Fa un po’ sorridere i tentativi dei media per farlo passare come un maestro di tattica e rivoluzionario, non abbiamo visto niente di nuovo, se non altro abbiamo chiamato con nomi diversi cose che già conoscevamo, il catenaccio è diventato contismo, il libero è diventato regista arretrato e così via, la colpa non è di certo di Conte quanto più dei media, che devono enfatizzare sempre il momento. Abbiamo riscoperto le nostre radici, di calcio difensivista, chiuso, più attento a distruggere che a creare ma contrariamente a quanto si pensa queste sono qualità e lo dimostra il fatto che abbiamo messo in difficoltà squadre come il Belgio, Spagna e per poco è mancato il colpaccio con i campioni del mondo. Esiste un calcio che può vincere anche oltre il tiki-taka, il possesso palla e l’esasperazione del gioco orizzontale, e noi ne siamo la prova, perchè si può vincere anche con 10 uomini dietro la linea del pallone e giocando a lanci lunghi. Sembra scontato ma non lo è, visto che per parecchi anni siamo stati inondati da incessanti lodi al guardiolismo e al calcio spagnolo, ma non fate l’errore di pensare che dopo il mondiale 2014 e questo europeo sia giunto al capolinea. Nella gestione Prandelli si era provato a snaturarci per seguire la moda del momento, facendo un calcio più propositivo e di possesso, ma i risultati come abbiamo visto sono stati parecchio deludenti. La risposta è semplice, non è nel nostro DNA e cultura, siamo più attenti al risultato che al bel gioco, come rimproverava Sacchi un tempo, salvo poi unirsi al coro delle lodi a Conte, che ha proposto un calcio diametralmente opposto al suo, fatto di possesso e pressing, ma questa è un'altra storia.
Antonio Conte merita gli applausi, le scelte le ha azzeccate tutte, a partire dal fatto che ha puntato su un gruppo, non ha convocato i migliori 23 italiani, ha scelto i 23 più adatti al suo gioco. Avrà ora la grande opportunità di fare il salto di qualità fuori dai confini nazionali, non sarà facile ma tutto può succedere. 
In nazionale arriva Ventura, scelta quasi obbligata, per motivi economici più che per altro, era l’unico allenatore disponibile e senza pretese economiche esagerate, si d’accordo ha fatto bene al toro, ha lanciato dei giovani, però si poteva avere di meglio come anche di peggio. Ha scarsa esperienza internazionale, visto che ha disputato qualche partita di Europa League, ma sarà sufficiente? Ha scelto una sfida difficile, c’è una vecchia guardia al tramonto e dei giovani da far maturare. Ho detto difficile non impossibile

mercoledì 25 giugno 2014

ITALIA: OUT OF ORDER

di Manuel Fantoni





Avevo già scritto un articolo il giorno dopo la diramazione dei 23 convocati per il mondiale, dove indicavo quelle che a mio parere erano stati gli errori di Prandelli. Non mi voglio ripetere perché sarei spocchioso, ma posso dire che da osservatore esterno, avevo intuito una serie di sviste fatali.  È chiaro prendersela solo con il C.T. non ha senso, ma molte sono le sue responsabilità, come molte altre sono dei giocatori in campo.

L’uscita ce la siamo guadagnata, non contro l’Uruguay ma, con la Costa Rica. Era una partita da non perdere. In quella contro la Celeste abbiamo tante recriminazioni, un rosso dubbio, un rosso certo non dato, ma alla fine forse avremmo perso lo stesso o comunque saremmo andati poco lontano, perché mai ho visto una Nazionale Italiana fare così fatica ad arrivare in area di rigore avversaria come quella odierna.

L’attenuante di Prandelli è che, comunque il calcio italiano offre questo al momento, Giuseppe Rossi non è la soluzione di tutti i mali, la difesa, dove un tempo eravamo i migliori al mondo, è imbarazzante, nel nostro campionato i migliori sono stranieri. Per chiarezza dobbiamo dire, che tutte le varie generazioni non sono uguali, ci sono stati Mondiali dove potevamo permetterci il lusso di lasciare in panchina Zola, oggi invece se avessimo Gianfranco Zola forse non parleremmo della seconda uscita consecutiva ai gironi. Eppure nella stessa gestione Prandelli ci sono stati momenti migliori, come l’Europeo, dove a parte la batosta finale, abbiamo messo all’angolo, oltre la solita Inghilterra, anche la Germania, nella stessa Confederations Cup, proprio in Brasile, non abbiamo mal figurato, ed era solo un anno fa, con all’incirca gli stessi giocatori.


Per rompere la solita monotonia dei “io avrei fatto questo” o “se fossi io l’allenatore allora…”, rivolgo 10 domande a Prandelli, che possono fare da riflessione in questa triste disfatta:

  1. Perché Prandelli ha completamente cambiato l’impostazione tattica dell’Italia alla vigilia del mondiale, dove nonostante tutto si arrivava da finalisti dell’Europeo e da un terzo posto nella Confederations cup?
  2. Prandelli ha sempre detto che la nazionale deve essere conquistata con il merito, perché allora dall’applicazione del codice etico fino alle prestazioni in campo, ad alcuni è stato perdonato tutto e ad altri no?
  3. A casa Destro e Rossi, dentro Insigne e Cerci, la motivazione è di natura tattica: meglio due esterni per poter fare un 4-3-3 o 4-2-3-1 che due attaccanti. È una scelta che ci può stare, ma perché poi al Mondiale sono stati usati una manciata di minuti? Perché Prandelli all’ultimo ha cambiato idea?
  4. De Rossi, Pirlo, Verratti, Thiago Motta, sono tutti centrocampisti con doti di registi, tutti schierati insieme, d’accordo il possesso palla è fondamentale, ma affiancare un incontrista?
  5. L’anno 2014 sarà ricordato come anno funesto per il tiki-taka, perché abbiamo rinunciato a difesa e contropiede, da sempre nel nostro DNA calcistico, per impostare una improduttiva parodia del tiki-italia con risvolti disastrosi?
  6. Il “finto” trequartista è un’invenzione di Prandelli che ha prodotto buoni risultati, sostanzialmente prevede di far giocare più avanzato un regista che di solita gioca più indietro, facendogli fare un importante raccordo tra il centrocampo e l’attacco. Perché si è rinunciato sia al “finto” che vero trequartista?
  7. Cassano era stato messo alla porta dopo l’Europeo, poi richiamato per il Mondiale, dopo aver lavorato con un insolito impegno in ritiro, dopo non aver giocato la prima partita, oltre ad aver spaccato un bicchiere per la rabbia, è ritornato il solito Cassano svogliato, indisciplinato. Meritava davvero un posto in nazionale?
  8. Mario Balotelli è stato sempre difeso dal C.T., contro l’inghilterra ha sonnecchiato poi ha segnato, con la Costa Rica con il corpo era in campo ma con la testa chissà dov’era, contro l’Uruguay era nervoso, impreciso, e come spesso accade insolente. A fine partita la squadra è stata 2 ore nello spogliatoio, si dice ci sia stato un confronto e che Pirlo abbia fatto un discorso di addio alla nazionale, c’erano tutti, tranne Balotelli che era solo sul pullman ad aspettare. Il Balotelli di questi giorni è lo stesso di quello visto al Milan, descrivibile in una parola: insopportabile. Ad oggi quando si parla di lui, si usa il futuro, “diventerà”, “farà”, è così ormai da 4 anni, quanto dovremo attendere per poter usare il presente? Sicuri che uno così meriti non solo il posto di inamovibile ma anche la convocazione?
  9. Prandelli ha sempre ribadito che voleva creare un gruppo di giocatori unito e coeso. La scelta è giusta, poi però nel post-partita con la Costa Rica ha scaricato il “barile” sui subentranti a partita in corso che hanno deluso, quando non ci voleva il mago Herrera per capire, che la cattiva prestazione è stata di tutta la squadra, titolari compresi. Nel post-partita De Rossi e Buffon hanno attaccato i giovani e difeso i senatori, Balotelli è sembrato solo e incompreso. È questo il gruppo unito e coeso di Prandelli? Come si può “fare gruppo” se il codice etico viene applicato con intermittenza, se quando si perde, giocando male, la colpa è di alcuni e di altri no, e se alcuni giocatori hanno più seconde possibilità di altri?
  10. Le convocazioni sono sempre un must. Quando non si vince i migliori sono sempre quelli rimasti a casa. Però qualche dubbio rimane. Per esempio, Paletta è davvero così meglio di Astori? Florenzi, giocatore duttile, gioca a centrocampo e in attacco, gioca in mezzo e sulla fascia, corre si sacrifica e sa segnare, davvero meritava di starsene a casa? Infine c’è Giuseppe Rossi, di cui ho già ampiamente parlato, rimanendo solo sul piano tattico, è un giocatore di grande talento che può giocare da punta, seconda punta e anche come trequartista, in più anche se non al 100% avrebbe dato tutto perché è un professionista serio e certe passeggiate in campo non le avremmo viste. Per lui non c’era proprio posto? 


Dopotutto meglio così, forse è preferibile una fine sofferente come questa, che una sofferenza senza fine come sarebbe successo nel caso fossimo passati ai quarti.

sabato 14 giugno 2014

LE DIECI REGOLE PER VINCERE IL MONDIALE

liberamente ispirato da G.O.
di Carpi Simone


Ecco il decalogo delle regole da rispettare da VERO tifoso italiano MEDIO, in vista dei mondiali!
Prepariamoci al meglio alla sfida di stasera allora!


REGOLA N°1
Se sei italiano, devi assolutamente dire la tua, sulla formazione da mandare in campo. 

REGOLA N°2
Odiare la Francia fa di te un vero tifoso italiano. Oltre che un vero italiano. Non dimenticarlo.


REGOLA N°3
Italia - Inghilterra. OBBLIGATORIO frittatona di cipolle, Peroni da 66 e rutto libero. Con la canottiera bianca, ancora meglio. La morosa? non serve, basta Pirlo.


REGOLA N°4
"Se uomo preferisce donna alla finale dei Mondiali , forse è vero amore, ma lui non è vero uomo". Semicit.


REGOLA N°5
Bestemmiare quando gioca Bonucci non è peccato, ma cosa buona e giusta. Ricordalo.


REGOLA N°6
Se l'Italia vince una partita il merito è della prestazione sul campo di tutti di giocatori, se perde la colpa sarà di tutti i calciatori juventini. Utile promemoria. 

REGOLA N°7
Renzi, se usi per ripicca l'hashtag #vinciamonoi per mostrare il tuo sostegno verso gli azzurri, sappi una cosa: PORTA SFIGA.


REGOLA N°8
Se alla partita d'esordio vinciamo, allora siamo i favoriti e tutto è merito della squadra, e delle grandi convocazioni di Prandelli. Se perdiamo allora è tutta colpa delle convocazioni di Prandelli e non passeremo nemmeno la fase a Gironi

REGOLA N°9
Se stiamo vincendo 3 a 0 e mancano ancora 20 secondi al fischio finale, nessuno deve e può permettersi di dire "è fatta, abbiamo vinto" causa toccamento di balle generale stile Gay Pride  e mosse scaramantiche più disparate alla Boldi, De Sica e tutti i cinepanettoni messi insieme.


REGOLA N°10
Piuttosto che non vedere le partite su Sky, non guardarle. L'atto di vedere le partite dell'Italia su Rai Uno invece che su Sky è entrato ufficialmente a far parte della categoria "Bondage & Sadomaso" su YouJizz.


+1!

...Vedere i Mondiali su Sky e non rispondere "parola del Signore, rendiamo grazie a Dio" ogni volta che Federico Buffa proferisce:

- Un commento sull'origine semantica delle gufate che tira sistematicamente Beppe Bergomi;  
- le parole "abbacinante", "di un altro pianeta" e "a man on a mission" ad ogni cross di Abate;
 - un aneddoto sul venerdì sera passato dalla figlia di Massimo Mauro con Nigel De Jong;

 è considerato dalle autorità competenti una forma di vilipendio alla religione Sportiva.






Detto cio...rispettate le regole..e FORZA AZZURRI!