lunedì 24 marzo 2014

CARLETTO ES MUY REAL

di Nicola Facci

El clasico è finito da poche ore e ha sancito la vittoria del Barcellona nonostante un ottimo Real Madrid. Ci vorrebbe un articolo intero se non un libro, dedicato totalmente a questa partita che non è solo lo scontro, nel 99% dei casi, tra la prima e la seconda in classifica della Liga, nonché tra i due club più titolati di Spagna, ma è anche lo scontro tra due culture: quella catalana e quella castillana, da sempre rivali nello sport come nella politica. Quest’anno c’è stata anche un po’ di Italia in questa partita, perché l’allenatore del Real è Carletto Ancelotti, quello che a mio modestissimo parere è il miglior allenatore italiano del momento. 

Carletto nelle scorse settimane si era guadagnato grandi elogi dalla stampa spagnola e non, per il bel gioco correlato da ottimi risultati del suo Madrid, sembra di secoli fa le accuse ad Ancelotti di avere impostato un gioco troppo difensivista e di avere voluto uno staff troppo numeroso al suo seguito nella avventura madrilena. Carletto, si sa, è un uomo di calcio troppo navigato per controbattere a queste insinuazioni, ha lascito correre e ha preso tempo per dimostrare che il suo Real sa essere squadra di attacco e che i risultati, come ha predicato dal suo insediamento, sarebbe presto arrivati.  A poco a poco ha rosicchiato via i punti di svantaggio che lo dividevano dal duo di testa ed è arrivato a inserirsi prepotentemente nella lotta per il titolo. In Champions è stata tutta un’altra storia con il Real che ha fatto da padrone nella fase a giorni e che ha spazzato via agli ottavi lo Schalke 04. Perché sostengo che in questo momento Ancelotti è il tecnico italiano in attività più di successo? La risposta viene dal suo percorso come allenatore fatto di una crescita costante e dal sapersi adattare alle situazioni come nessun altro.

Nel 1992 Ancelotti lascia il calcio giocato e passa come assistente di uno dei più grandi tecnici italiani (di sicuro è stato il più rivoluzionario): Arrigo Sacchi.  Carletto rimane alla corte del suo ex allenatore quasi 3 anni, da lui apprende i 3 dogmi sacchiani fondamentali: il gioco a zona, il pressing e il 4-4-2. Con questo bagaglio non indifferente, assume l’incarico di allenatore della Reggiana nell’estate del 1995. La reggiana è appena retrocessa dalla serie A, ha l’ambizione di ritornare immediatamente nella massima serie, ma le cose per il tecnico di Reggiolo non vanno troppo bene, troppi pareggi e troppe critiche, nel girone di ritorno si inverte la rotta i risultati arrivano e la reggiana centra la promozione in serie A. La stagione successiva vede il passaggio agli odiati cugini d’oltrenza: il Parma. È la squadra giusta per Ancelotti perché sia lui che il Parma sono molto ambiziosi.  Carletto ottiene un 2° e 5° posto, il primo costituisce il massimo risultato raggiunto nella storia del parma in serie A, come direbbe Abatantuono, scusate se è poco. Tuttavia Carletto inizia a rendersi conto che il suo integralismo tattico e fedeltà al modulo, il 4-4-2, non sono due verità intoccabili. Nell’estate del 1996 appena arrivato a Parma trova Gianfranco Zola, fantasista nonché il giocatore più rappresentativo dei ducali. Il problema è che Zola non è né un centrocampista adatto nel 4-4-2 di matrice sacchiana, né la giusta seconda punta che Carletto vorrebbe, così prova a dirottarlo sulla fascia, esperimento che Zola non gradisce e che non da i risultati sperati. La questione si chiude nel novembre dello stesso anno, Zola prende il volo per la Premier League, destinazione Chelsea. Altro caso eclatante in cui Ancelotti ha ammesso la colpa, è il seguente: estate 1997 Roberto Baggio è in rotta con il Milan, vuole giocare con continuità perché ha la promessa del c.t. della nazionale Cesare Maldini, che se giocherà con costanza, lo terrà in considerazione per il mondiale di Francia 98. Il Parma si fa sotto con Galliani, l’affare sembra fatto ma Ancelotti ferma tutto. Baggio non si sposa con il suo modulo e poi in attacco il Parma è già al completo. La sua avventura in terra emiliana si chiude con buoni risultati e bei ricordi per i tifosi ducali.

Carletto si sente pronto per arrivare in una squadra pluriscudettata: la Juventus. Il momento non è facile la squadra ha appena esonerato Lippi, viaggia attorno al settimo posto in campionato, che vuol dire non accedere direttamente all’Europa. Ancelotti capisce che è arrivato il momento di accantonare il 4-4-2. Perché se fino ad ora ha sempre fatto così bene con quel modulo? La risposta è semplice e consta di un nome e un cognome: Zinedine Zidane. Hai due ottimi attaccanti ovvero Inzaghi e Del Piero, ma se hai zizou dietro le punte è tutta un'altra storia. Infatti Carletto riesce a rimettere sui binari giusti la disastrata stagione 1998/1999 della Juve, arriva settimo in campionato, ma in Champions arriva in semifinale battuto dal Manchester Utd di Ferguson che andrà poi a vincere il trofeo.
La stagione successiva è quella giusta, parte molto presto perché l’unico accesso per l’Europa è la coppa Intertoto che Carletto puntualmente vince e che gli permette di arrivare a giocare la Coppa Uefa. In serie A conduce la Juve al vertice per tutta la stagione, fino a perdere lo scudetto all’ultima giornata, sotto il diluvio a Perugia a favore della Lazio. La seconda stagione è un remake della prima con la differenza che la Juve non riesce mai a scalzare la Roma dalla prima posizione nonostante il calo nel finale di stagione. Nell’estate del 2001 ad Ancelotti non viene rinnovato il contratto, sempre contestato da una parte dei tifosi juventini, per via del suo passato nella Roma e nel Milan come calciatore, viene sostituito da Lippi. Eppure Carletto ha capito un insegnamento fondamentale dai due anni e mezzo in bianconero, se hai dei campioni deve essere il modulo ad adattarsi a loro e non viceversa.

Rimane disoccupato solo pochi mesi perché arriva la chiamata del Milan che ha esonerato Terim. Uno scippo visto che Ancelotti si stava per accordare per un ritorno a Parma ma Recheliue-Galliani (come lo definì Buffa vista l’abilità diplomatica) lo strappò all’ultimo ai gialloblu. Carletto a poco a poco inizia a costruire il suo Milan, uno tra i più vincenti nella storia dei rossoneri. Il capolavoro arriva già la prima stagione riuscendo a guadagnare i preliminari di Champions, il resto è leggenda due Champions e uno scudetto oltre che una finale persa, svariati terzi posti e secondi posti. L’evoluzione tattica di Carletto non si ferma, al Milan ha a disposizione tre potenziali trequartisti: Rui Costa, Seedorf e Pirlo. Seedorf è dirottato come interno di centrocampo vista la grande forza fisica, Rui Costa gioca nel suo ruolo classico di trequarstista a supporto di Sheva e Inzaghi. Pirlo? I cugini interisti non trovando soluzioni idonee per Pirlo lo mandarono in prestito prima alla Reggina poi al Brescia, proprio a Brescia Carlo Mazzone si trova di fronte a un problema tattico di non poco conto, come trequartista meglio Baggio per esperienza e senso del gol, ma uno come pirlo lo si deve fare giocare per forza, ecco allora che viene messo come regista davanti alla difesa. Carletto Ancelotti allora ripesca questa soluzione 4-3-1-2 o 4-3-2-1 a centrocampo s’inventa il rombo: Pirlo vertice basso con un ruolo da palymaker tipo basket, Gattuso e Seedorf interni e Rui Costa vertice alto. La soluzione è perfetta Carletto sforna quella che sarà l’identità tattica del Milan per 9 stagioni. 


Finita l’esperienza Milan, arriva Chelsea. Non è un cambiamento da poco. Carletto dopo 9 stagioni da apprezzato allenatore potrebbe importare integralmente il suo modulo vincente e potrebbe farlo portando con se molti interpreti, ma capisce al volo che Londra non è Milano. Il materiale umano del Chelsea è altrettanto ottimo: Drogba, Lampard e Terry per citarne qualcuno. Capisce anche che la fisicità e l’agonismo nel calcio inglese sono fondamentali per vincere e quindi sforna un 4-3-1-2 che può variare facilmente in un 4-3-3 alternando il giusto mix a centrocampo di qualità (Lampard) e quantità (Mikel ed Essien). La prima stagione porta dritti al double Premier+ FA cup, per capirci solo Mourinho c’è riuscito all’esordio in premier. A mio personale avviso la grande capacità di Carletto fu di lavorare con ciò che ha avuto a disposizione, senza chiedere acquisti in grande stile. Non stupisce che abbia rilanciato giocatori considerati “bolliti” come Malouda e Kalou fondamentali per sfruttare la profondità e il contropiede. La seconda stagione invece è avara di successi arriva un secondo posto e ciò è sufficiente per il suscettibile Abramovich per scaricare Carletto.

Qui arriva nel corso della sua carriere un altro colpo da maestro. Che il campionato francese non sia particolarmente entusiasmante siamo tutti d’accordo, che vincerlo con il PSG con Thiago Silva, Ibra, Lavezzi, Verratti, Menez, &co, forse è una cosa facile (resta tutto da vedere…), ma non è certamente alla portata di tutti metterli in campo e fare in modo che la squadra abbia il giusto equilibrio per essere vincente. In una stagione e mezzo centra gli obiettivi prefissati vince senza troppi problemi il campionato francese dopo 19 anni dall’ultimo vinto dal PSG e arriva ai quarti di finale di Champions dove per poco non elimina il Barcellona. Quando hai una squadra di 13-14 titolari non è facile farli convivere tutti assieme. Un conto è tenere in panchina Serginho un altro è tenere in panchina Pastore, Menez o Lavezzi. Altro problema era la sovrabbondanza di trequartisti e mezzepunte, anche in questo caso la soluzione è presto fatta, si vira verso il 4-2-3-1.

Il resto è storia dei giorni nostri, la scorsa estate il Real Madrid fa di tutto per poter far sedere sulla propria panchina Carletto. La rosa dei nomi in lizza per allenare il Real fa rabbrividire: Klopp, Heynckes (fresco vincitore della Champions). Ancelotti arriva con il mercato già quasi fatto, l’obiettivo è Bale, Ozil e Higuain sono in partenza, Isco è già arrivato. Il pubblico spagnolo esige spettacolo e gol, benissimo, il 4-3-3 è il modulo che meglio si sposa con i giocatori a disposizione, velocità e verticalizzare sono le parole d’ordine. Ovviamente come ha sempre voluto in ogni sua squadra allenata e come il suo maestro Sacchi gli ha insegnato, l’equilibrio è fondamentale, senza questo non si vince. Fermi tutti. Dunque il segreto di Ancelotti è il cambiamento continuo? No, è il sapersi adattare alle situazioni, agli uomini a disposizione, a quello che è la filosofia di gioco del paese in cui si trova, far giocare il Real come il suo Chelsea sarebbe il modo migliore per farsi fischiare dal Bernabeu intero e farsi cacciare dopo qualche mese. Quello che si trova sempre come costante nella carriera di Ancelotti è la capacità saper creare una squadra adatta a vincere nel contesto calcistico in cui si trova senza mai rinunciare agli accorgimenti tattici cardine di Carletto: equilibrio, difesa capace e un regista dai piedi buoni nel mezzo del campo che può andare da Pirlo a Xabi Alonso, passando per Verratti.


Buena sorte Carletto!!!

Nuova Rubrica: Cogito Ergo Sum

di Simone Carpi

6 Agosto 1963. Un tale di nome Robert Allen Zimmerman, registra una delle canzoni folk più belle e importanti della storia: "times, they're changin' ". 
Ah nota bene...R.A.Zimmerman nel tempo libero si fa chiamare anche "Bob Dylan"...yeah that's right folks!



Per un lettore accorto sarà stato facile trovare l'errore nel titolo, ma è un errore voluto.Questa rubrica trae spunto dal capolavoro di Bob Dylan che diceva "i tempi stanno cambiando", per trasformarne il significato in "il tempo che coloro hanno cambiato" (ps: chiedo scusa ai mormonici fan del cantautore ma il mio non è un plagio o una brutta copia, bensì un riferimento devoto e misticamente genuflesso)
Ma chi sono "coloro" che hanno cambiato il loro tempo? Chi ha cambiato il mondo dello sport?
Ecco questa è la storia che proverò a raccontare in questa rubrica pensata, al momento, di uscita mensile. Ma non aspettatevi persone del mondo dello sport come Pelè, Maradona, Michael Jordan. Di loro ne hanno parlato persone ben più competenti e per più preparate del sottoscritto (nel dizionario Garzanti sotto la voce "Epicità" trovate scritto "Federico Buffa racconta Michael Jordan", così, giusto per citarne uno scarso). Con qualche citazione magari dal mondo della musica o del cinema (eh si vi tocca pure questa), il sottoscritto proverà a parlare di altre figure di riferimento del mondo sportivo, magari conosciute ai meno, magari conosciute ai più.
Ma non importa quanto queste persone sia famose. Importa quanto queste persone abbiano cambiato e abbiano provato a cambiare, il modo in cui oggi vediamo lo sport.


A seguire la canzone in questione. Che tanto riascoltarla non fa mai male

ps: qua utilizzata come intro nel film Watchmen, un'altra robetta che richiederebbe un capitolo a parte, ma procediamo per ordine...

Buona Visione !




martedì 18 marzo 2014

E' TORNATA LA F1: GRAN PREMIO DI MELBOURNE,LE PAGELLE!!







ROSBERG: 10 Praticamente perfetto, ha fatto tutto bene fin dal via:da terzo a primo,sfruttando la lenta partenza di Hamilton,ma va aggiunto che per ora ha una macchina di un altro livello rispetto alle altre scuderie.





RICCIARDO: 9 Alla prima in Red Bull va molto più forte del campione in carica e compagno di squadra Vettel. Qualifica perfetta,gara super,peccato la squalifica,ma di colpe lui non ne ha proprio. 


MAGNUSSEN: 10 Meriterebbe 11 ma non si può dare. Questa giornata se la ricorderà a lungo il Rookie. Debutto da campione.


BUTTON: 8  Iniziare alle spalle di un compagno di squadra,per di più debuttante,non è mai bello.Condizionato dalla qualifica non brillante e da una bandiera gialla,ma comunque ottima domenica per quanto riguarda i punti per il mondiale.


ALONSO: 7 Ci si aspettava di più,ma tutto sommato il suo l'ha fatto,come al solito limita i danni.







BOTTAS: 8 Partito dietro per sostituzione cambio,ha rimontato,molto bene.


HULKENBEG: 7 La solita gara alla Hulkenberg,duro e aggressivo,pilota sottovalutato a mio avviso.


RAIKKONEN: 6 Se da Fernando ci si aspettava di più allora cosa dire di lui? Pessima qualifica con un errore,in gara soffre,c'è bisogno del vero ice-man.


VERGNE: 8 La qualifica è la sua migliore di sempre,la gara uguale.


KVYAT: 9 Un voto in più perché era al suo esordio assoluto,con una macchina così così.


PEREZ: 5 Demolito dal compagno Hulkenberg,ma è solo l'inizio.


SUTIL: 5 Ha fatto davvero poco e sofferto tanto.


GUTIERREZ: 5 Da rivedere.


CHILTON: 6 Sufficienza di incoraggiamento.


BIANCHI: 5 Da rivedere.


GROSJEAN: 4 Sarà un anno davvero diverso dall'anno passato per lui e per la scuderia. L'anno scorso il suo ex compagno Raikkonen vinceva la prima gara dell'anno,ieri doppio ritiro.


MALDONADO: 4 Stesso identico voto del suo compagno.


ERICSSON: 5 Non stava andando così male,poi però il ritiro.


VETTEL: 4 4,come gli anni che non prendeva un 4 in pagella. Week-end orrendo per lui,ora deve dimostrare di essere un campione.






HAMILTON: 7 La sufficienza la merita,si è ritirato per un problema al motore,ma la qualifica è stata formidabile.


MASSA: 6 Cambia scuderia ma la sua solita sfiga lo segue; non ha colpe sul tamponamento da pirata della strada di Kobayashi alla prima curva.


KOBAYASHI: 3 Peggior ritorno in F1 non poteva esserci.

martedì 11 marzo 2014

Atletico madrid-Milan: PAGELLE MILAN


ABBIATI: 5,5. Senza colpe,davvero.

ABATE: 5. Spinge,ma sembra un altro giocatore rispetto a quello di 2 anni fa,non fa davvero mai un cross giusto;sul primo gol la colpa è anche sua.

RAMI: 4,5. Serata da dimenticare,inizio da brivido per lui;fa a spallate con Diego Costa,ma lo porta a scuola,mai sicuro.

BONERA: 5,5. Non ha sfigurato,ci ha messo l'esperienza e il carattere,gli arrivavano da tutte le parti.

EMANUELSON: 4,5. Di solito spinge,corre,crossa,che sono poi le sue caratteristiche...stasera non ha fatto nulla di tutto ciò. Tante verticalizzazioni a vuoto,tanti passaggi sbagliati.

DE JONG: 5,5. Il solito mastino,ci mette tutto. Non gli si può però chiedere di fare il difensore,impostare e attaccare.

ESSIEN: 4,5. Se Mourinho lascia andare un giocatore c'è sempre un motivo. Ecco,appunto,non ha il passo,è fuori condizione,un giocatore praticamente finito. Prova a fare il Pitbull,ma sembra un barboncino.

POLI: 6,5. Ci mette tutto,come sempre. Il cross del gol è suo,prova continui inserimenti,invani. Ci mette tutto,uno dei più positivi.

TAARABT: 4. Ci eravamo abituati forse fin troppo bene. Stasera sembrava il fratello scarso,scarsissimo rispetto a quello che abbiamo visto fino ad oggi. Nessun tiro in porta,sbaglia tutti i passaggi possibili.

KAKA': 7,5. Il migliore. Oltre al gol,va su tutti i palloni,prova continui inserimenti,distribuisce passaggi preziosi,ma non è mai assistito,troppo solo.

BALOTELLI: 3. Incommentabile,fastidioso,protesta senza motivo,sempre troppo nervoso. Sbaglia tutto ciò che c'era da sbagliare.



SEEDORF: Senza voto.

venerdì 7 marzo 2014

LEBRON JAMES!!



LeBron Raymone James è nato il 30 Dicembre 1984 ad Akron. 

E' uno dei 5 sportivi più celebrati del mondo,che cos'ha di speciale? è 2,03cm per 120 kg,percentuali di grasso corporeo praticamente inesistenti;corre i 30 metri in meno di 4 secondi,salta da fermo 80cm,questa è la parte fisica; poi inizia quella tecnica,con la palla in mano sa fare tutto,ed è probabilmente l'unico giocatore in grado di ricoprire tutti e 5 i ruoli della pallacanestro.
Ha due soprannomi, The king(il re) e The Chosen One(il prescelto) datogli dalla più importante rivista sportiva "Sport Illustrated" che gli dedica la copertina del numero del 18 Febbraio 2002.

LeBron aveva considerato di dichiararsi eleggibile per il Draft NBA 2002, sostenuto anche da una petizione per un adeguamento alle regole di ammissibilità del draft, per cui i giocatori dovevano aver terminato almeno l'high school. La petizione non ebbe successo, ma gli ha garantito un livello d'attenzione dei media senza precedenti mentre era nel suo anno da senior.
La televisione americana ESPN fa conoscere James in tutto il mondo quando, all'inizio del 2003, trasmette una partita di Silicon Valley Scale Modelers contro Oak Hill Academy. La diretta della partita ottiene uno share secondo solo al comeback di Michael Jordan.  Ancora diciassettenne, gli viene offerto un contratto di quattro milioni di dollari l'anno per giocare nella NBA. Partecipa a degli allenamenti con il team dei Cleveland Cavaliers, che viene per questo multato. Ma la fortuna assiste la squadra dell'Ohio quando ottiene la prima scelta assoluta alla "lotteria" del Draft NBA 2003.

CLEVELAND: Nel 2003,come già detto in precedenza viene scelta manco a dirlo alla numero 1.Gioca così,per una delle città più brutte d'America (nickname: the mistake by the lake), a Cleveland ci sono 3 cose: il lago,il museo del Rock and Roll e L.James.Riuscire a vincere li è più importante che vincere da altre parti. Lebron li è considerato quasi una divinità,tutti lo acclamano,lo adorano,nel pieno centro di Cleveland ci sono dei murales dedicati a lui;per ripagare tutta questa fama deve fare "solo" una cosa,vincere,vincere il titolo! Esordisce nella NBA mettendo a referto 25 punti e 9 assist,che dire,davvero un predestinato.
 Nella prima stagione è ovviamente nominato rookie dell'anno,il secondo arriva nono rispetto alle sue statistiche,mantenendo una media di 20 punti a partita. Per Cleveland la stagione va così così,non riuscendo nemmeno a qualificarsi per i play-off.

La stagione successiva per la squadra non va meglio,anzi,ma LBJ migliora tutte le sue medie,mettendone 27 di media.
Nel 2005-2006,Cleveland raggiunge i play-off ma viene eliminata subito da Detroit.
Nel 2006-2007,cambia tutto,riescono ad arrivare per la prima volta nella loro storia alle NBA finals,uscendo però sconfitti 4-0 dagli Spurs di Duncan,Parker e Manu. E` la prima cocente delusione della carriera.


Durante la stagione 2007-08 vince per la seconda volta il titolo di MVP nell'All-Star Game. I Cavaliers arrivano ancora una volta ai play-off ma vengono mandati a casa dai futuri campioni NBA,i Boston Celtics.

Al termine della stagione 2008-2009, dopo aver guidato i suoi Cleveland Cavaliers al miglior record della lega (66 vittorie e 16 sconfitte), riceve il premio di MVP della regular season: è il primo giocatore dei Cavs ad aggiudicarsi il riconoscimento. Nei playoff 2009, dopo aver battuto Detroit ed Atlanta per 4 a 0, i Cavaliers vengono eliminati per 4 a 2 dagli Orlando Magic, nonostante le prestazioni di James (38,5 punti, 8,3 rimbalzi e 8 assist di media).

MIAMI: Nel 2010 dopo un'estate a parlare del futuro di Lebron,lui decide di andare a Miami. Il primo anno non riesce a vincere. Nei playoff, dopo aver superato i Philadelphia 76ers e i Boston Celtics, gli Heat centrano le finali di Conference contro i Chicago Bulls. La serie viene vinta da Miami 4-1. In finale NBA gli Heat ritrovano i Dallas Mavericks, così come accaduto nell NBA Finals 2006; a vincere questa volta sono proprio i Mavs.
I due anni successivi sono gli anni della consacrazione,gli Heat vincono due titoli consecutivi,prima contro Oklahoma e poi contro gli intramontabili San Antonio Spurs.

Lebron James è e sarà sempre ricordato come uno dei primi 5 giocatori di questo gioco. E` il prototipo del giocatore del 21 millennio. Le sue scelte non sono sempre condivisibili,perché quando è andato a Miami ha intrapreso la scelta più facile per lui per arrivare a quel dannato anello;chiama con se il terzo big 3,Bosh e insieme approdano nella squadra di Wade,perché i Miami sono di Wade,non di Lebron! Non si discute la sua forza fisica,la sua semplicità nel far canestro,la classe,ma a mio giudizio per citare solo due numeri,prima di arrivare dove sono arrivati il 23 e il 24 ha ancora molta strada da fare!
Oggi è il giocatore più forte della lega,anche se con Durant è dura(dalle sue mani fa uscire delle piume).

Trovo insensato averlo criticato cosi tanto quando era a Cleveland,tanto che molti invece che "King" avevano mutato il suo soprannome in "Queen";ma vi ricordate che squadra aveva ai Cavaliers?!? ha fatto un miracolo ad arrivare ben due volte in finale. Il primo anno agli Heat aveva su di sé una pressione che pochi hanno mai avuto e il non aver vinto il primo anno lo ha fatto cambiare molto:ha cambiato il suo modo di giocare,il suo stile,il suo approccio alle partite,per non parlare del suo tiro,dall'arco sembra un altro giocatore.
 I due anni successivi sono gli anni della consacrazione,vince due volte consecutive quel dannato anello e viene da li idolatrato,e considerato come il vincente per eccellenza scordandosi tutto di un tratto gli anni da perdente precedenti.




 Voglio ricordare e sottolineare che il primo anello lo ha vinto grazie ad un sostanziale aiuto di Wade e Bosh che hanno risolto da soli più partite,mentre l'anno scorso contro gli Spurs hanno vinto un titolo,forse immeritato e anche un po' fortunoso,infatti anche li se non c'era quella macchina di tiro del venerabile R.Allen la storia sarebbe andata diversamente,ma questo è lo sport,questo è il Basket!!

martedì 4 febbraio 2014

SUPERBOWL-2014... CHE SPETTACOLO!


Cominciamo con una domanda: qual'e` la festa nazionale americana? Sbagliato! non e` il 4 Luglio (Independence Day), ma il Superbowl! E` l'evento in assoluto più atteso e più seguito da un'intera nazione, le aziende fanno a pugni pur di avere 30 secondi per pubblicizzare un loro prodotto, e i tifosi sono disposti a pagare oltre $1000 per un biglietto. Per chi ci voglia andare suggeriamo di prenotare con largo anticipo...12 mesi prima dell'evento...

La partita

partita? se c'e` stata una partita e` durata pochi secondi, il giusto il tempo per i Broncos di sbagliare lo snap iniziale e dare due punti agli Seahawks. Poi e` stata pura accademia: Manning, il celebrissimo e ultra premiato, quarterback dei Denver Broncos e` stato semplicemente disarmato e disattivato dalla portentosa difesa di Seattle: la Legion of Boom.
Nel solo primo quarto i Broncos hanno collezionato solo 11 yards (tra passaggi e corse), 0 (si avete capito bene) first down e un intercetto.
Nel secondo quarto la musica non cambia, anzi se vogliamo peggiora: sul 15-0 Seattle Manning lancia il secondo intercetto che permette a Malcolm Smith di ritornare in meta (scusate l'orrendo anglicismo) il pallone del 21-0 Seahawks.


La ciliegina sulla torta di una straordinaria partita di Seattle lo mette Percy Harvin con uno straordinario kickoff return di 87 yards ad inizio terzo quarto; punteggio: Seattle 29- Denver 0!
Partita in ghiaccio. Il resto e` pura accademia. La difesa dei Broncos non e` mai in partita: lo dimostrano due azioni emblematiche: la prima e` il touchdown di Harvin, capace di saltare come birilli sette giocatori dello special team dei Broncos. L'altro episodio e` il touchdown del wide receiver Jermaine Kearse, capace di evitare 5 placcaggi consecutivi per una meta da 23 yards su passaggio di Russell Wilson.
L'orgoglio di Manning e dei Broncos, a detta di tutti il miglior attacco della lega , si rivede sul finire di quarto quando i Broncos vanno in meta e fanno una conversione da due punti.
Se i tifosi Broncos avevano qualche speranza, ci pensa subito Baldwin ad inizio quarto quarto a spegnerle del tutto, realizzando la meta del 43-8 finale.


A mio avviso la vittoria di Seattle verte su due fattori: il primo una difesa portentosa guidata dalla solidissima linea secondaria in cui 3 giocatori su quattro sono dei Pro Bowler. Il secondo dalla sagacia tecnica di Pete Carroll, coach spesso sottovalutato. Se si nota e` riuscito a stravolgere il gioco di Denver usando due safety in difesa (cosa poco usuale) e costringendo così i Broncos a fare meno lanci e a correre di più.
Purtroppo per Denver la carenza di running backs all'altezza si e` fatta sentire se e` vero che su 14 corse hanno portato a casa la miseria di 27 yards, contro le 135 dei Seahawks, questo ha dato un grosso vantaggio a Seattle più brava a bilanciare i suoi giochi offensivi tra lanci e corse.

La Rivelazione

Anche se non ha vinto l' MVP (dato a Malcolm Smith) per me Russell Wilson ha dimostrato ancora una volta di essere un quarterback completo. Non e` appariscente o non ha numeri roboanti alla Manning o alla Brady, ma fa sempre la cosa giusta nel momento giusto. E` riuscito ala sua prima vera occasione a guidare con sagacia l'attacco di Seattle, ha chiamato i giochi giusti nei momenti giusti e si e` affidato ai suoi wide receivers in modo equo (Baldwin 5 ricezioni per 66 yards, Kearse 4 ricezioni per 65 yards). Tutto ciò non e` poco per un secondo anno...ne risentiremo parlare!



La Delusione

Payton Manning: lo so che e` facile criticare chi ha perso, pero` numeri alla mano nei momenti decisivi si scioglie come neve al sole. Ha lanciato due intercetti nei momenti chiave del match causando il solco decisivo. Questo non e` un caso: se si va a guardare la sua carriera ci si accorge come i roboanti numeri spariscano quando ci sono degli elimination game o si lotti per il titolo. Ad esempio ci si ricordi dell'intercetto lanciato nel quarto quarto del Superbowl del 2009 che ha in pratica regalato la vittoria ai Saints, oppure l'anno scorso quando contro Baltimore ha lanciato altri due intercetti.
Quello che vorrei provare a dire, e` che i numeri dicono molto, ma non tutto. Payton Manning e` sicuramente uno dei primi 5 quarterback di sempre e un futuro hall of famer, ma alla fine quello che conta sono gli anelli che uno si mette al dito, e il buon Payton al momento ne ha solo uno, di contro, il meno accreditato fratello Eli ne ha già` collezionati due.

domenica 2 febbraio 2014

SERIE A: LE PAGELLE DEL MERCATO INVERNALE!

ATALANTA: Voto 6. Squadra che cambia poco,un acquisto di qualità a centrocampo,Estigarribia.


BOLOGNA: Voto 5,5. Non gli do il 5 pieno solamente perché alla fine riesce a trattenere la voglia di danaro di Diamanti. Nessun innesto di rilievo,troppo poco per una squadra che ha fatto male fino ad oggi. Con il cambio di panchina qualcosa comunque sta cambiando,R.Bianchi finalmente lo si vede titolare,vedremo se sarà abbastanza!


CAGLIARI: Voto 5,5. Perde un pezzo pregiato,Nainggolan,ma ne trattiene un altro,Astori. Gli undici titolari saranno sempre gli stessi,ha tutte le carte in regola per salvarsi.


CATANIA: Voto 5. Ritorna a casa Lodi,giocatore dai piedi buoni e personalità,darà sicuramente un forte contributo a rialzarsi.Mi aspettavo uno/due innesti in difesa,che non sono arrivati. Difficile fare peggio di come ha fatto nel girone d'andata!


CHIEVO: Voto 6,5. Tra i pali arriva Agazzi dal Cagliari,in difesa Canini dall'Atalanta;i pezzi forti arrivano a centrocampo,Guarente e soprattutto Obinna,in prestito dalla Lokomotiv Mosca.Ha già giocato nel Chievo dal 2005al2008. Occhio anche a Paredes gioiellino del Boca arrivato via Roma: se avra` spazio potrebbe essere una rivelazione.



FIORENTINA: Voto 10 per la sfiga, 7 per il Mercato. In difesa ha acquistato Diakitè,a centrocampo Anderson dallo United,giocatore che secondo me potrà fare la differenza,adatto ai giochi di Montella. In attacco Matri,ha esordito con una doppietta,nel Milan probabilmente nemmeno in allenamento      l' aveva mai fatto! Comunque buon acquisto,bisognerà vedere se riuscirà a giocare accanto a Marione Gomez!
                                             
                                               
GENOA: voto 6,5. Dalla Roma approda un difensore che è sempre stato sottovalutato: Burdisso. Motivato a cercare un posto al Mondiale nella sua Argentina. A centrocampo arriva De Ceglie,vedremo se saprà incidere.


INTER: Voto 6,5. Saranno contenti i tifosi vedendo in rosa un nuovo giocatore come Hernanes.Il profeta,ottimo acquisto,il primo dell'era Thoir. Dal Torino approda pure D'Ambrosio,può fare bene,cerca il salto di qualità. Ora bisognerà vedere cosa si farà con Guarin,se vedrà il resto del campionato dalla tribuna o meno. Per il giocatore me lo augurerei,impara ad abbassare la cresta! Mazzarri sarà un po' meno contento visto che era lui stesso a volere Vucinic e soprattutto un vice Milito.

                                            J 


JUVENTUS: Voto 6,5. Si,arriva Osvaldo,la sua qualità non si discute,ma qualcuno si ricorda una squadra dove ha inciso veramente? E' sempre stato cacciato in malomodo per il suo caratteraccio,di sicuro Conte non subirà i suoi capricci,non avrà alcun problema a non farlo giocare se non lo meriterà. Da un punto di vista tecnico non capisco dove possa giocare nello schema in cui gioca oggi la Juventus. Tevez intoccabile e con un Llorete in queste condizioni....Rimane la super favorita!


LAZIO: Voto 6. Trattenere Hernanes era diventato impossibile. In attacco Floccari è stato rimpiazzato da Postiga,proveniente dal Valencia.


LIVORNO: Voto 5.5. Cambia davvero poco,ma in attacco giunge Belfodil,dove all'Inter non ha praticamente mai giocato per scelta tecnica. Dovrà dimostrare di essere un giocatore da Serie A,con Paulinho una coppia interessante. I problemi difensivi e non solo,restano!


MILAN: Voto 7. Ha acquistato 4 possibili titolari: Honda,Rami,Taarabt ed Essien. Nessuno di questi penso potrà fare la differenza,ma sono buoni acquisti per risollevarsi e tornare a galla.Tanto lavoro per Seedorf. E soprattutto si aspetta El Sharawy...

                                               


NAPOLI: Voto 7. Tanti acquisti. Jorginho dal Verona è il più importante,in tanti lo volevano,bravo De Laurentiis. Il vero problema del Napoli in questa prima parte di stagione è stata la difesa,dal Saint Etienne arriva Ghoulam,terzino algerino naturalizzato francese. Ad affiancare ad Albiol c'è Henrique,proveninte dal Palmeiras, non dei fenomeni, ma sicuramente meglio di Paolo Cannavaro.


PARMA: Voto 6. Gli 11 titolari rimarranno gli stessi. Una rosa più o meno già completa così,tanto dipenderà dal solito Cassano,nel bene e nel male. Da sottolineare lo scambio tra Okaka e Pozzi che andrà a fare il vice Amauri. L' acquisto più importante e` la conferma di Biabiany.


ROMA: Voto 8. Gli mancava un terzino sinistro per sostituire l'infortunato Balzaretti,out ormai da 2 mesi per pubalgia,e acquista Bastos dall'Al Ain. A centrocampo grande acquisto,Nainggolan,superando la concorrenza di Milan,Inter,Juve e non solo. Squadra completa. Inoltre per il futuro si porta a casa le due stelline Paredes e Sanabria.

                               
SAMPDORIA: Voto 6. Il vero acquisto arriva dal cambio dell'allenatore,Mjhailovich ha fatto cambiare marcia alla squadra dandogli un'impronta di gioco. In attacco arriva dal Catania Maxy Lopez. Quadra senza infamia e senza lodi.


SASSUOLO: Voto 7. Una nuova squadra.nuovo allenatore,l'esperto Malesani,e 7/11 della formazione titolare cambieranno. La difesa è veramente tutta nuova: al centro l'ottimo acquisto dell'esperto Cannavaro,adatto proprio per un modulo a tre dietro. Terzino sinistro è stato preso Ariaudo dal Cagliari e a destra Manfredini dall'Atalanta. A centrocampo il Presidente Squinzi ha portato a Sassuolo l'esperto Brighi dal Torino,più Biondini(genoa) e Rosi. In attacco dalla capitale,sponda Lazio arriva Floccari,giocatore fortemente voluto dall'allenatore che insieme a Berardi e Zaza formano un ottimo trio d'attacco. Non dimentichiamo l'acquisto di Sanabria in comproprietà con la Roma,proveniente dal Barcellona,giovane importante. Può davvero puntare alla salvezza!

                                    


TORINO: Voto 5.5. Mercato fiacco: ha rimpiazzato D'Ambrosio con Kurtic dal Sassuolo. In sostanza non cambia molto rispetto a prima. Puo` puntare sicuramente ad un finale di campionato tranquillo.


UDINESE: Voto 5.5. Cambia poco, sono arrivati sei giocatori e ne sono partiti altrettanti. Tutte operazioni minori e tra l'Udinese e le sue succursali, leggasi Granada e Watford. Sinceramente ci si aspettava di più da una squadra in evidente difficoltà.


VERONA: Voto 5. Sei  settimo in campionato con possibilita` di andare in Europa League e vendi il tuo miglior giocatore? sinceramente un mercato illogico. E` vero che il Napoli ha dato tanti soldi per Jorginho, ma contano anche i risultati del campo, e se si vogliono ottenere,serve rinforzare la squadra, non indebolirla.